Il reclutamento, la “vita da papa” in alta valle Angrogna dove “ci siamo messi un po’ per casa” e “Magna Lidia faceva agnolotti di quindici centimetri per lato”. Quando non si doveva scappare per via di qualche “puntata” dei tedeschi e dei fascisti, o non si era catturati e “qualcuno ti dice magari domani ti ammazzano”.

Giulio Giordano, Pierino Giovo, Gustavo Malan e Franco Pasquet raccontano…

Leggi il testo qui di seguito o vai all’opuscolo originale.

Estratto dal n° 6 della serie di 12 Quaderni multimediale sulla Resistenza – Scuola e Territorio
Ricerca triennale delle classi
a.s. 1997-’98: 1^ B/IGEA e 5^ B/PNI
a.s. 1998-’99: 1^ A/IGEA e 4^ A/Op.Tur.
a.s. 1999-2000: 2^ A/IGEA e 5^ A/Op.Tur.
dell’Istituto Tecnico Statale Commerciale e Professionale per il Turismo “L. B. ALBERTI” di Luserna S. G. e Torre Pellice
Coordinata dai Proff. Luigi Bianchi e Marisa Falco

http://www.portalebf.it/partig/quaderni/quaderni.htm

Luserna San Giovanni, 8 maggio 1998

Giordano
Noi ci conosciamo già dalla volta scorsa e allora vi presento i miei amici. Andiamo per ordine di età: così non facciamo nessun privilegio!
Alla mia sinistra, Pierre Giovo, un ragazzo del 1921, che ha fatto il partigiano sempre a Torre Pellice e in Val d’Angrogna. Quel signore molto serio con la barba, assorto e meditativo, è Gustavo Malan, ‘il Grande Capo’ del Pioniere. Quel signore con non molti capelli, con la maglia granata… ma juventino, è Franco Pasquet, partigiano e buon poeta, conosciuto anche come ‘Minor’. Siamo adesso pronti a rispondere alle vostre domande.

Domanda
Vorremmo sapere se ci sono stati fascisti passati nelle file partigiane e partigiani passati nelle file fasciste.

Malan
Non molti sono passati ai fascisti: pochi per paura, pochissimi per tradimento.
Dico subito che un nostro comandante di Brigata era un SS… Ha fatto il ‘furbo’: era in Germania e gli hanno detto che se fosse entrato nelle SS, sarebbe tornato in Italia… Rientrato, è scappato ed è venuto con noi… ‘Pacificazione’, come dice Violante? E’ una balla… l’abbiamo fatta, la pacificazione, con quelli che cambiavano… , se cambiavano.
Quando si parla di partigiani… gruppi diversi, uniti, spariti… nuovi… In zona sono passati circa 1500 partigiani… 2000, forse, gruppi diversi… metà del paese, altri di Torino, della pianura, di Asti…
Facevo ‘l’arruolatore’. Ho conosciuto quasi tutti. Li ho interrogati. Non posso ricordameli tutti. Sono cambiati e poi… non ci vedo molto….
La Val Pellice aveva più caratteristiche: il potere era nelle mani della gente di valle. L’ufficiale effettivo non aveva il potere: Favout era un caporale, Buffa si interessava di sussistenza… Roberto Malan era un ufficiale… Siamo fieri, senza modestia!
Dov’è incominciata la Resistenza in Italia? In tanti posti, ma sicuramente a Torre e a Luserna San Giovanni.
A Torino il centro superiore si trovava in Via Fabbro 6, in casa di Ada Gobetti, dove si riunivano sia gli esponenti del Partito d’Azione, sia i Comunisti. Chiedevo se lo dicevano che erano comunisti… Non ho mai capito, perché quando ho chiesto a Barbato, mi ha risposto: “Cosa vuoi Gustavo…”, pacca sulla schiena e… nient’altro! Adesso sono tutti morti… e non lo saprò mai.
Ci chiedevano: “Se dovesse capitare di dover fare resistenza…”, si sperava di no… si sperava che gli alleati sarebbero sbarcati vicino a Genova e tutto si sarebbe risolto in 15 giorni. Ma se si fosse dovuto ‘resistere’… Noi cominciamo come Partito d’Azione nella Val Pellice e come Comunisti a Cavour, non si parlava di G.L. L’antifascismo ‘vecchio’ dura fino al ’38.
L’antifascismo ‘nuovo’ era collegato a Milano per merito di Mario Alberto Rollier, che ci ha riuniti. Importante è stato Francesco Lo Bue e moralmente influente Lombardini. Mio fratello Roberto era militare. Io tenevo i collegamenti e ricordo ancora la scena… Paolo Favout ed io ci sentiamo chiedere: “Ve la sentireste di fare la Resistenza?” “Ma noi lo avevamo già deciso! – ha risposto Favout – Non siamo saliti in montagna. Noi eravamo in montagna!…”
E’ motivo d’orgoglio che la Val Pellice sia stata definita ‘culla della Resistenza’, ma questo non vuol dire che chi faceva la Resistenza altrove non valesse. Si è operato in Val d’Angrogna perché facile da difendere. La Val d’Angrogna non è il punto di partenza, ma di arrivo. E’ stata solidale, questo sì, però i centri organizzativi erano Torre, Luserna San Giovanni, Bobbio e, più tardi, Bricherasio. La Resistenza si diffondeva a ‘macchia di leopardo’. Il Comando superiore segreto si trovava a S. Giovanni… e lo avranno saputo in 10; mentre il comando ‘aperto’ era al Bagnau.

Domanda
Come avveniva il reclutamento?

Malan
Gli indigeni si conoscevano. Quelli che arrivavano da Milano e da Torino venivano interrogati e poi dirottati…
Al Caffè d’Italia veniva utilizzato come mezzo di riconoscimento una foglia di arbusto messa sul banco e Reinette Rostan, quando le dicevano: “La foglia è verde”, capiva e veniva a chiamarmi. Allora chiedevo: “Chi ti manda?” e poi si dava da mangiare… Perché avevano sempre una gran fame…
Quasi tutti, valdesi compresi, per loro vergogna, quasi tutti sono stati “obbedienti” nei confronti del regime. Avrebbero dovuto più degli altri sapere ed essere antifascisti… In valle alcuni fascisti erano pericolosissimi.
Poi c’erano i ‘fascisti buoni’, persino ‘democratici’. Volevano ‘democraticamente convincermi’… Parlavo con loro, perché non sarebbero mai arrivati a tradire… Ma da Bricherasio in giù… ‘pippa!’ Mica avrei parlato.
Quelli che erano pericolosi… era meglio girargli alla larga.
I libri sulla Resistenza sono quasi tutti da prendere con le molle: Prearo (“Terra Ribelle”) vede le cose a metà strada; Malan Roberto le vedeva da comandante; Bastian a volte critica e non sa il perché. Chi sta più su non capisce lo stato d’animo di chi sta sotto.

Pasquet
Il 22 febbraio 1945, sono stato catturato a Campiglione con Renato Peyrot. Non avevo niente addosso, quando mi hanno fatto il controllo, e stavano quasi per lasciarmi andare.
Quando, uno delle Brigate nere mi riconosce e dice: “Eri con me a Pra La Rossa!” Io ho risposto: “Sì, ho voluto provare anch’io, ma solo per un po’, poi me ne sono andato a casa.” Mi hanno tenuto dentro per quindici giorni.

Domanda
L’hanno picchiata?

Pasquet
Mi hanno picchiato discretamente. Sono esperienze che ‘girano dentro’.

Domanda
Chi andava nei partigiani era per non arruolarsi?

Giovo
L’8 settembre c’era di tutto. Sono scappato e sono andato in montagna. Ero il più anziano. Tanti sono venuti per caso. Alla Sea c’erano 200 e più persone; dopo 10-12 giorni, mangiare non c’era più. Se ne sono tornati a casa.

Malan
I più giovani e i più vecchi sono saliti per vedere e poi hanno scelto. Noi dicevamo che ‘i più giovani erano buoni per morire, ma non per votare…’ Sono morti giovani…

Pasquet
Sono nato il 4 settembre del 1926. Frequentavo il Collegio. Mi prendono i tedeschi… Uno schiaffo, un pugno, uno sputo… Alle 10 chiamano di nuovo… Interrogatorio!… O mi Signur!…
Mi ero premurato di strappare in tanti pezzi la mia carta d’identità, che era falsa… perché non aveva il timbro a secco… …Nel tentativo di salvarmi io ho detto “Mi potrei arruolare da voi”…
Non ho mai mangiato tante torte come quando sono stato in carcere… tutti si sentivano in obbligo di portarmi delle torte. Sarà che sapevano che sono goloso… Le brigate nere prendevano i soldi, quando potevano, ma a me e ad un altro hanno riservato un trattamento preoccupante: hanno messo i nostri effetti personali in una busta…
Quell’altro mi dice: ”Non daranno mica gli effetti ai parenti dopo averci uccisi?” Ci caricano su un camion e ci portano verso Saluzzo. Mi sento più tranquillo, perché lì portavano per mettere in carcere per tempi più lunghi. Ad un certo punto, l’autista si accorge di aver sbagliato strada e torniamo a Torre Pellice. Ho paura si tratti di una rappresaglia.
Ci mettono in una stanzetta per due giorni. “Niente cibo, se non dai parenti!”, ci dicono. Poi un ufficiale dice: “Uno… due… a casa!” Mio fratello era lì con il secchiello del mangiare… “Mangio a casa!”, gli ho detto ed ho preso la corsa!
Avevo bisogno di documenti di riconoscimento, così ho mandato mio fratello…“Fratello, bandit!”, gli hanno detto e per poco non mettevano dentro lui. Mi ha detto:”Vattelo a prendere tu, il tuo documento!!” Non so perché mi abbiano lasciato andare…
A casa mia, requisita, c’erano dei tedeschi che mi conoscevano…gente tranquilla, tutti anziani sui 35 anni… Il maresciallo, di 46 anni, mi aveva fatto vedere le foto dei figli…
Io con i libri sotto il braccio andavo a scuola e poi… facevo quel che dovevo fare. L’esperienza della prigione non la ripeterei di sicuro… Troppa paura… Ti trovi tutti i momenti qualcuno che ti dice: “Magari domani ti ammazzano…”

Domanda
Qual era il lavoro del Pioniere?

Giordano
Il Pioniere… un paio di articoli ‘di fondo’, opera di Gustavo ‘la mente’ del Pioniere è lui. E’ indiscutibile Poi eravamo in tre… che facevamo raccolta di notizie, articoletti… Venivamo giù, dalla Barma al Serre di Angrogna, dal pastore Aime per sentire Radio Londra… e facevamo un riassunto di articoli.
Qualcuno batteva a macchina, non so chi, forse ‘Fredino’. Un ciclostile da tavolo, non a rotativa… e si tiravano le copie. Fredino, Medino e il sottoscritto le distribuivamo ai vari gruppi; raccoglievamo notizie inerenti le varie squadre e, da Roberto Malan e da Favout del comando, ricevevamo notizie dei sabotatori.
Gustavo cercava notizie fuori dall’Italia… Il Pioniere è andato ‘oltre’ la vita del gruppo o della zona. Il periodo più bello l’ho passato alla Barma. Era la bella stagione…Anche Barma Mounastira è da vedere: fino al ’52, ci ha abitato della gente…

Malan-Giordano
Molti fascisti erano lucidi. Racca era lucido! Qualcuno è finito lì per sbaglio, ma… questione d’opinione! Qualcuno si è anche fatto ammazzare da stupido… (da entrambe le parti…).
La realtà è questa. C’erano partigiani che avevano fratelli tra le Brigate nere… Ci sono cose tragiche… squadre hanno preso il genitore fascista di un partigiano e lo hanno ucciso…

Giovo
Sono stato 10 mesi verso la Criulira, tanto tempo al Chiot. Eravamo 100, su un cocuzzolo… avevamo 7 o 8 somari. Era il marzo o aprile del 1944. Quelli di Val d’Angrogna ci hanno aiutato… altrimenti, per il mangiare… C’è stato anche qualcuno che ha soffiato…

Malan
Non si può criticare. Non si può giudicare cosa succede sotto la tortura… Uno di noi ha parlato sempre… l’altro pure… Dicevano le cose che gli altri sapevano già.

Pasquet
Devo dire che ho vissuto un periodo tranquillo. Facevo la vita da papa… A spasso tutto il giorno! Avevo Gustavo, sopra, con il suo Pioniere… Mi ricordo, e adesso me lo faccio confermare… Un giorno, ci siamo chiesti se i nostri moschetti funzionassero bene oppure no. Abbiamo allora sparato qualche colpo. Gustavo e gli amici credevano si trattasse di un rastrellamento e … si sono nascosti in un buco!!!

Giordano
La paura era giustificata! Tra il marzo e l’agosto 1944 ci sono stati rastrellamenti e ‘puntate’. Bisogna distinguere: quando parliamo di rastrellamento, pensiamo a tre o quattro giorni e ad una zona ampia; quando parliamo di puntata, pensiamo ad un gruppo di tedeschi o di fascisti in una certa zona per una mezza giornata. In valle veri grossi rastrellamenti sono stati due o tre…

Malan
C’erano diversi corpi nemici: i primi sono state le SS tedesche, che abitavano al Collegio Valdese; poi ci sono state le SS italiane, con sedi a Pinerolo e a Luserna; quindi gli Alpenjager, efficienti, ma più umani; infine i mongoli, degli ucraini, veramente ‘ferocetti’… Però uno di loro è diventato partigiano e adesso… è in Australia!

Giovo
Noi partigiani ci eravamo messi un po’ per casa… Al mattino mi alzavo, andavamo a mangiare colazione e poi si lavorava. Eravamo con un macellaio e da noi venivano i gruppi a prendere la loro parte.
C’era una signora… Magna…, sì la chiamavamo così ‘Magna Lidia’… ci andrebbe una medaglia alla Resistenza per lei: quando arrivavano i tedeschi o i fascisti, dava sempre le informazioni… contrarie. Se eravamo su, diceva che eravamo giù; se eravamo giù, diceva che eravamo su… Aveva anche armi nascoste… Lavorava con l’arcolaio, seduta sopra il deposito delle armi… non permetteva che lo scoprissero… A mezzogiorno si mangiava… Ci facevano anche gli agnolotti. Tre bastavano, perché erano 15 centimetri per lato… e bastavano!!!

Domanda
Una giornata movimentata, potete descrivercela?

Tutti
Quando arrivavano i tedeschi, si scappava…

Pasquet
L’ultimo bando Graziani (maggio 1944) imponeva di presentarsi al comando… Sono stati mobilitati anche i cani poliziotto. Eravamo in quattro sopra Buonanotte… Un vecchietto ci ha fatto vedere un buco, un ‘pertus’: se ci avessero presi, lì si faceva la fine del topo… Abbiamo portato coperte, cibo ed acqua. L’ultimo ha messo l’ammoniaca intorno, per imbrogliare i cani…

[fine]