La Resistenza dei giovani, oltre le ideologie politiche per la libertà

di Alessandro Calleri*

Lallo aveva 18 anni quando si arruolò come partigiano. Frequentava il liceo Magistrale “Giosuè Carducci” di Roma, nella zona di Montesacro, e non aveva mai avuto rapporti con partiti antifascisti. Lallo e i suoi compagni fondarono il giornale “la Nostra Lotta”, probabilmente il primo foglio clandestino studentesco stampato in Italia, rivolto a dei giovani chiamati a costruire una democrazia che il loro Paese non aveva mai visto. I giovani maturarono la propria scelta in un contesto segnato dall’occupazione tedesca, dal crollo del regime fascista dopo l’8 settembre 1943, quando iniziarono il boicottaggio: tagliarono le linee telefoniche tedesche, organizzarono i primi attentati contro i dirigenti nazifascisti. Lui e i suoi compagni presero clandestinamente le armi e pianificarono di interrompere la linea ferroviaria all’altezza di Nomentana, ma arrivarono prima i fascisti. Furono arrestati. Lallo venne portato a via Tasso, luogo tristemente noto per le torture naziste a Roma. Il 24 marzo 1944 fu fucilato alle Fosse Ardeatine insieme ad altri 334 prigionieri, vittime di una delle stragi più terribili dell’occupazione.

* Alessandro (Càlleri, con l’accento sulla a) ha 17 anni, fa il quarto anno di liceo, ed è probabile che finisca con lo studiare storia. In questa rubrica ci mette a parte di quelle che abbiamo deciso di chiamare le sue riflessioni. Questo l’incipit della sua prima riflessione.