In occasione della Giornata della Memoria l’Associazione di Promozione Sociale Sën Gian di Luserna San Giovanni, l’ANED, Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti sezione “Ferruccio Maruffi” di Torino, e la sezione ANPI di Luserna San Giovanni hanno dato alle stampe e presentato un opuscolo che ripercorre la storia del campo di concentramento di Natzweiller-Struthof, in Alsazia. Qui una nota di presentazione.
“Il volumetto – ci spiega Laura Garino che ne è una delle curatrici – raccoglie dati e testimonianze relative alla storia del campo di lavoro di Natzweiler-Struthof, unico campo di concentramento in territorio francese e primo ad essere liberato dagli alleati. Nel campo furono internati soprattutto detenuti per motivi politici: comunisti, sindacalisti, socialdemocratici, giornalisti, intellettuali, resistenti.
Nella prima parte il libro descrive il campo ed i fatti in esso avvenuti dalla sua costituzione al suo sgombero: la struttura del campo, chi vi era internato e quali attività vi si svolgessero.
Particolare rilievo è stato dato a quattro donne appartenenti al SOE (Special Operations Executive, organizzazione britannica operante durante la seconda guerra mondiale) che con diverso ruolo avevano partecipato alla Resistenza in territorio francese e che furono giustiziate nel giugno 1944.
Nella seconda parte della pubblicazione si ricostruiscono eventi legati al periodo immediatamente successivo alla Liberazione: il ritorno dei deportati e degli internati, l’accoglienza diversa riservata agli uni rispetto agli altri, le loro difficoltà di reinserimento nel tessuto sociale del dopoguerra.
Si sono trovate notizie solo di un ex partigiano originario delle vallate pinerolesi (San Germano Chisone) passato da un campo satellite di Natzweiler, dalla storia complicata di cui si parla in questa seconda parte del libro.”
Lo studio ha dato l’occasione al giovane storico Jacopo Calzi di tracciare le linee del fenomeno della deportazione e dell’internamento nel contesto pinerolese, con uno sguardo particolare alle delicate e complesse problematiche del ritorno e della cura delle ferite fisiche e psicologiche dei reduci, e alle difficoltà del loro reinserimento che culminarono in manifestazioni di piazza e scontri.
Pubblichiamo integralmente il suo scritto, “Deportazione e internamento. Le comunità delle valli valdesi e del Pinerolese alla prova del ritorno, 1945-2025. Problemi e prospettive di una ricerca.”


