Queste foto sanno già di turismo: nella piazza Castello di una Torino ormai pacificata, un gruppo di partigiani posa per il fotografo. Disarmato: la guerra ormai è proprio finita. Giù, sul pavimento della piazza, qualche piccolo scorcio di orto di guerra.
E’ un peccato non sapere quasi nulla di queste fotografie. Sappiamo solo che appartenevano a Martinel Isidoro, “Iso”, garibaldino fino al gennaio 1944, poi passato alla V Divisione G. L. della Val Pellice. A inizio 1945 aveva seguito il Gruppo Mobile Operativo nella “pianurizzazione”, la discesa in pianura in vista della liberazione di Torino.
Il partigiano in calzoncini che si fa fotografare in sella a una moto in punta a Via Roma, con il campanile della Chiesa di San Carlo sullo sfondo, si era già fatto fotografare in cabina a uno scassatissimo camion siglato “Gruppo Mobile Operativo sub gruppo Dinamite n. 1” fuori città nei giorni precedenti la liberazione (vedi qui). Adesso inforca una Moto Guzzi Alce 500 cc con una marmitta che non riusciamo a trovare nei cataloghi: che si tratti di una personalizzazione, di una “customizzazione”?
La posa, la moto, il luogo e lo sfondo fanno di questa fotografia la fotografia del vincitore in territorio conquistato; un tipo particolare di vincitore, non un uomo armato con insegne del suo potere ma un uomo la cui unica insegna che ne certifica la qualità di combattente sono forse gli scarponi. In linea con l’iconografia del partigiano, un tipo nuovo di combattente, senza divisa, senza gradi, vestito senza fronzoli, in modo essenziale e funzionale (quando non è vestito di stracci).
Lo stesso partigiano in un’altra fotografia indossa una maglietta straordinariamente moderna che riporta a stampa sul petto le lettere L e G (dotazione americana, Light Garment, equipaggiamento leggero?), e un distintivo che non riusciamo a distinguere sul taschino della camicia.
Peccato non saperne di più… Qualcuno può darci una mano?
Fotografie acquisite in formato elettronico da Luigi Bianchi e Maria Falco nel corso della ricerca triennale 1997-2000 “Quaderni Sulla resistenza in Val Pellice – Scuola e territorio” di alcune classi dell’Istituto Tecnico Statale Commerciale e Professionale per il Turismo “L. B. ALBERTI” di Luserna S. G. e Torre Pellice.





