Ero antifascista, volevo ritornare a uno Stato democratico… Volevamo che i sindaci fossero davvero sindaci e non podestà, per esempio. Volevamo dire quello che pensavamo, volevamo essere liberi.

La maggioranza [di noi] aveva 20 anni, eravamo tutti nati sotto il fascio, eravamo tutti andati a scuola sotto il fascio, eravamo tutti stati imbevuti di fascismo. E allora perché l’8 settembre non siamo andati con i fascisti ma siamo andati in montagna?

Perché c’è stata in noi giovani come una rivolta interna, un sentimento profondo. Alla cartolina precetto delle classi ’22, ’23, ’24, ’25, si presentò meno del dieci per cento dei ragazzi, gli altri salirono in montagna o si dettero alla clandestinità in città.

Noi ragazzi avevamo capito che non ci bastava mandare via i tedeschi, noi volevamo fare un Paese nuovo.”

Questo è il nostro “Giulietto” Giordano, classe 1925.

Prese parte alla Resistenza nella 5ª Divisione Giustizia e Libertà “Sergio Toya”, si occupò inizialmente della redazione e della distribuzione del “Pioniere”, giornale partigiano clandestino, e fu poi commissario politico della Brigata Vigone.

Testimone ostinato e infaticabile di quella pagina di storia a cui dobbiamo le nostre libertà democratiche, dopo la guerra si è dedicato alla guida della sezione A.N.P.I. di Torre Pellice con la quale collabora ancora.

Grazie Giulietto per il tuo impegno! Buon compleanno e auguri resistenti !