Le parole della Costituzione. Articolo per articolo le parole che hanno fatto la differenza tra il fascismo e la democrazia così come la andava immaginando l’Assemblea Costituente. Un podcast a cura di Elmis Oddone nell’ottantesimo anniversario della Costituente.
Voci: Carlo Curto e Laura Garino, Circolo Letture ad Alta Voce di Torre Pellice.
In copertina: Il progetto di Costituzione licenziato dalla Assemblea Costituente illustrato da Copilot alla maniera di M. C. Escher.

Il diritto al lavoro è un diritto riconosciuto a tutti i cittadini, non si concreta nella pretesa del singolo di ottenere un posto di lavoro ma nell’invito rivolto ai poteri pubblici di creare le condizioni affinché tutti possano trovare occupazione.
Promuove le condizioni: è l’impegno concreto che deve assumersi lo Stato attraverso una serie di obiettivi (massima occupazione, sviluppo, etc.) in ossequio al dovere di solidarietà sociale sancito dall’art. 2.
Il lavoro rappresenta un dovere di solidarietà sociale che ciascuno è tenuto ad adempiere per contribuire al progresso dell’intera collettività.
Lo Stato deve consentire al singolo di decidere la propria attività lavorativa liberamente in conformità alle attitudini e al titolo professionale.
Attività o funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società: questa espressione impone la solidarietà dei cittadini ad apportare con il proprio lavoro una concreta utilità alla collettività e al suo progresso, in linea con l’art. 35, che impone alla Repubblica di favorire la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori.



