«Certificato al Patriota. Nel nome dei governi e dei popoli delle Nazioni Unite ringraziamo ….. di aver combattuto il nemico sui campi di battaglia militando nei ranghi dei Patrioti, tra gli uomini che hanno portato le armi per il trionfo della Libertà, svolgendo operazioni offensive, compiendo atti di sabotaggio, fornendo informazioni militari. Con il loro coraggio e la loro dedizione i Patrioti italiani hanno contribuito validamente alla Liberazione dell’Italia e alla grande causa di tutti gli uomini liberi. Nell’Italia rinata i possessori di questo attestato saranno acclamati come patrioti che hanno combattuto per l’onore e la libertà.»

E’ il testo, non privo di retorica, del cosiddetto Brevetto Alexander, che l’Allied Military Government, A.M.G., concedeva a chi si era distinto nella lotta di Liberazione. Non riportava data di rilascio, forse volutamente, a segnarne il valore senza tempo, esteso a tutta la vita dell’intestatario.

Era fatto più per essere esibito a una parete di casa, nel momento in cui una casa degna di questo nome ci fosse stata, che per un uso concreto; ma poteva tornare utile chissà, per accedere a un qualche beneficio, a parte il suo indubbio valore di pura e semplice attestazione, come a dire: che sia ben chiaro da che parte sono stato.

Fa il paio col più sobrio Brevetto di partigiano rilasciato dal C.L.N., che invece la data la riporta, ma è sempre uguale, è il 25 aprile 1945, come fosse una fotografia collettiva scattata quel giorno. Il suo testo è uno slancio lirico: “Brevetto di partigiano a … Combatté per la libertà nella guerra partigiana che arse sui monti nei piani nelle città d’Italia contro i nemici all’umanità e alla Patria.” Eccone uno a titolo di paragone, quello di Guido Arata, dei garibaldini di Montoso.

Qui sotto riportiamo il Brevetto Alexander rilasciato ad Aldo Garino, che cominciò la sua militanza da partigiano nella banda del Bagnau (gli abbiamo dedicato una serie nel nostro podcast). E’ firmato da un luogotenente addetto ai rapporti coi partigiani perché l’A.M.G. in Piemonte non fu istituita. Il nome di Aldo, in bella scrittura a pennino e inchiostro, ha un curioso motivo di abbellimento che ricorda gli attuali effetti di animazione: è una stranezza, gli altri che abbiamo visto non hanno decori di alcun tipo, solo calligrafia a pennino e inchiostro e qualche modestissimo svolazzo.

Il Brevetto di Aldo è stato fortunosamente ritrovato in questi giorni; si trovava tra vecchi giornali che la figlia Laura ha donato a Tobia Imperato per i suoi studi sui movimenti anarchici. Lo esporrà a una parete di casa?