L’assemblea degli iscritti della sezione ANPI di Luserna San Giovanni nella sua seduta annuale del 21 febbraio scorso ha deliberato all’unanimità di intitolare la sezione a Paolo Vasario.
Nato il 4 gennaio 1911 a Luserna, Paolo Vasario vi esercitò la professione di medico condotto fino a quando venne arruolato come tenente medico nell’esercito italiano.
Dopo l’8 settembre fu tra i promotori della Resistenza torinese. Entrato a far parte della 105ª brigata Garibaldi “Carlo Pisacane” con il nome di battaglia di “Diano”, assicurava il servizio sanitario tra le formazioni partigiane della val Pellice e della Val Po, ma nel contempo partecipava a numerose azioni armate ed era attivissimo nel tenere i contatti con il CMRP, il Comitato militare regionale piemontese.
Catturato una prima volta nel gennaio del 1944, fu recluso per un breve periodo nel castello di Moncalieri e poi rilasciato.
Ripresa l’attività partigiana, il 12 luglio fu di nuovo arrestato durante una missione nei dintorni di Cavour. Trasportato presso il locale comando germanico, dopo un sommario processo fu condannato a morte.
La sentenza fu eseguita presso il campo di aviazione di Airasca per fucilazione da parte di un plotone d’esecuzione composto da militi tedeschi, alle ore 22 dello stesso giorno.
Di lui sono note due lettere scritte poco prima della morte, indirizzate l’una alla fidanzata Diana e l’altra alla mamma e alla sorella Anna, riportate in Piero Malvezzi – Giovanni Pirelli (a cura di) Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana: 8 settembre 1943-25 aprile 1945, Torino, Einaudi, 2003, pp. 323-324.
A lui il Partito Comunista Italiano intitolò la sezione di Luserna San Giovanni fondata nel 1944 a Rorà, allora territorio del comune.
12 Luglio 1944
Mammina e Anna cara,
E’ l’ultima lettera che vi scrivo.
Tra poco non ci sarò più. Non nego che ci soffro, è umano.
Ma ho la precisa sensazione di essermi comportato sempre
da buon italiano e da buon figlio. Mammina e te Anna eravate e siete
le persone che ho amato di più.
Vi sono vicino, tanto, tanto, Anna cara, stai vicino alla mamma che
avrà solo più te. Era destino, ma di fronte ad esso bisogna che voi
viviate. Ho vissuto pure io, per voi, per un ideale di libertà e giustizia.
Non ho fatto mai male ad alcuno. Sento ora come non mai che
vi voglio bene, tanto bene e sono in piedi.
Vostro per sempre
Paolo.12 Luglio 1944
Diana Cara,
La vita che doveva incominciare è terminata, per me
anzi tempo, ma durerà nel ricordo.
Ti amo Diana.
Il tuo compagno se ne va. Se ne va dopo aver amato libertà,
giustizia. Se ne va dopo aver amato te, tanto, tanto.
Ma tu devi vivere.
Devi vivere perché questo è il mio ultimo desiderio.
Devi vivere e il mio ricordo deve essere un incitamento
nella vita. Non bisogna che tu ne sfugga.
Ti sarò comunque vicino, lo so e lo sento.
Vicino a te ed a tutte le persone care.
Muoio in piedi.
Sappilo e ricordami così.
Ti amo tanto.
Paolo


