Presentazione di uno studio sul campo di concentramento di Natzweiler-Struthof, in Alsazia. Qui la scheda del libro.
Il progetto editoriale sul campo di concentramento di Natzweiler-Struthof, in Alsazia, nasce sulla base del lavoro realizzato e presentato da Federico Magrì nel gennaio 2025, ed è stato prodotto a cura dell’Associazione Sën Gian e dell’ANPI Sezione di Luserna San Giovanni con la collaborazione dell’ANED, Associazione Nazionale ex Deportati nei campi nazisti di Torino.
Il volume è uscito in prima edizione nell’ottobre 2025 in versione bilingue italiano e francese e esce ora, gennaio 2026, in seconda edizione in italiano leggermente ampliata nelle immagini e relative didascalie e nei testi a corredo.La raccolta di testi e immagini è stata prodotta in italiano e in francese ed ha usufruito, come progetto bilingue del finanziamento dall’Unione Montana del Pinerolese nell’ambito della Legge 482/99 sulla tutela delle lingue minoritarie. Il progetto è stato realizzato con il contributo della Presidenza del Consiglio dei ministri Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie.
Alla raccolta del materiale e alla stesura dei testi hanno collaborato Laura Garino, Jacopo Calzi, Federico Magrì, Elmis Oddone e Tullio Parise; la traduzione del testo in lingua francese è opera di Joëlle Mireille Musset Genre; Ll stampa è di Grafica Stilgraf s.n.c. di Luserna San Giovanni (TO). Alla raccolta dati hanno inoltre collaborato Elena Cigna e ANED, Sezione “Ferruccio Maruffi” di Torino, mentre Michele Malan dell’Assocazione Sën Gian ha assictrato il coordinamento del progetto.
Il volume raccoglie dati e testimonianze relative alla storia del campo di lavoro di Natzweiler-Struthof, unico campo di concentramento in territorio francese e primo ad essere liberato dagli alleati. Nella prima parte descrive il campo ed i fatti in esso avvenuti dalla sua costituzione fino al suo sgombero, la sua struttura del campo, chi vi era internato e quali attività vi si svolgessero.Nella seconda parte ricostruisce eventi legati al periodo immediatamente successivo alla Liberazione: il ritorno degli internati e le loro difficoltà di reinserimento nel tessuto sociale del dopoguerra.
Il libro si conclude con una riflessione sui tempi attuali e su come la ricostruzione di un passato non troppo lontano sia oggi fondamentale.
Chiude il libro, infatti, una riflessione di Tullio Parise: “Fermiamoci al nostro oggi. Consideriamo chi pensa di assegnare il Nobel per la pace ad un capo di stato che erige muri, deride i diversi da lui, crede di poter disporre della sovranità di altri Stati a suo piacimento. E guardiamoci attorno. Guardiamo a chi costringe alla deportazione interi popoli affamandoli o minacciandoli con le armi. Eppure, in questa gran confusione mediatica, da un lato si tace, dall’altro addirittura si celebrano queste ferali decisioni.”




