Nato a Bobbio Pellice l'8 marzo 1924, caduto nei pressi del rifugio Granero il 10 novembre 1944.

Dove si trova la lapide

Comune:

Bobbio Pellice

Località:

Rifugio Granero

Note: su una roccia nei pressi del rifugio

Comune:

Bobbio Pellice

Località:

colle Sellier

Note: lungo il sentiero che dal rifugio sale al colle

Cenni storici

Leggiamo da "I guerriglieri dell'alta Val Pellice", terzo dei "Quaderni multimediali della Resistenza" pubbblicati nell'ambito di una ricerca triennale 1997-2000 di alcune classi dell'Istituto Tecnico Statale Commerciale e Professionale per il Turismo “L. B. Alberti” di Luserna San Giovanni e Torre Pellice, curata da Luigi Bianchi e Marisa Falco.

"...[Il 10] novembre del 1944, mentre un’ennesima missione [alleata] tentava di entrare in valle dalla Francia attraverso il Colle Seillère, venne catturato Paul Garnier, che la accompagnava e che perse la vita.
Chi era Paul Garnier?
Un membro di un distaccamento sciatori situato in alta montagna, fra il Granero e il Boucie.
Il regolare servizio con il Comando Alleato in Francia fu assicurato dal lavoro e dalla lotta che questo distaccamento condusse sulle montagne: per questo fu riconosciuto e premiato dagli Alleati.
La ‘fama’ di ribelle Paul se l’era conquistata in molteplici azioni: nel dicembre del ’43 aveva partecipato all’assalto del presidio dei ‘moru’ di Bobbio Pellice; nel febbraio ’44 alla cattura di un altro presidio dopo due giorni di combattimento; nel giugno ad azioni a Villar Pellice e a Torre Pellice; in agosto aveva subito il feroce rastrellamento che si era abbattuto su tutte le vallate alpine; in ottobre era stato protagonista in altre azioni al Villar.
A novembre, il comando Alleato in Francia affida ad una piccola pattuglia, formata da Garnier, da ‘Paul Pipa’, da ‘Gianötin’ e guidata da ‘Gayot’, l’incarico di trasferire in Italia una missione americana arrivata nell’alta valle del Guil.
Il gruppo partigiano, esperto dei rischi e delle fatiche di montagna, cerca di far desistere gli Americani, fra cui il giornalista Collins, dal loro proposito, perchè la marcia attraverso i passi di confine, coperti di abbondante e farinosa neve fresca, sarebbe stata massacrante per degli inesperti.
Fu tutto inutile.
Allora venne scelto il Colle Seillère, a quota 2850, perchè sembrava offrire migliori possibilità di riuscita dell’impresa.
Gli Americani, assolutamente impreparati alla difficile salita, in cima al colle rivelarono condizioni di profonda stanchezza, rese insopportabili da una violenta tormenta e da freddo intenso.
L’unica possibilità di ‘filtrare’ tra le file nemiche era rappresentata dalla zona del Rifugio Granero, per quanto occupata dai Tedeschi; il gruppo confidava nell’opera di ‘occultamento’ della notte che stava calando e nella scarsa visibilità.
Non sempre però il destino è favorevole: come era arrivata, così la tormenta, all’improvviso se ne andò, lasciando allo scoperto la pista dei ribelli sulla neve fresca.
I nemici comparvero all’improvviso.
E fu scontro a fuoco. Paul Garnier, per essersi troppo esposto, fu colpito in fronte e rimase sulla neve.
Gli Americani si arresero; mentre i ribelli superstiti cercarono di riguadagnare il colle.
‘Gayot’ fu colpito ad una gamba, ma continuò con i compagni ad avanzare, lasciando sulla neve una vistosa scia rossa.
I nemici incalzavano, ma, ancora una volta, l’imprevedibilità del tempo in montagna aiutò i partigiani.
Riprese con violenza la tormenta, che li nascose agli inseguitori; scese la notte, altra coltre protettiva, ma aumentò il freddo: un principio di congelamento ai piedi rese faticosa l’avanzata dei compagni di ‘Gayot’.
Con una marcia forzata, incoraggiandosi vicendevolmente, riuscirono a raggiungere il ‘Rifugio Barbara’ nella Comba dei Carbonieri: si erano salvati.
Il loro compagno Paul era rimasto nella neve, vestito come un Americano.
Come tale gli furono fatti a Bobbio i funerali, ai quali partecipò la popolazione, che, pur avendolo riconosciuto, non ne svelò l’identità per evitare ritorsioni contro la famiglia e per non svelare l’attività di collegamento con gli Alleati oltre confine."