E’ una fotografia che Luigi “Meo” Demaria, capo della “squadra di Bricherasio”, ha fornito a Luigi Bianchi e Marisa Falco ai tempi della ricerca pluriennale dei ragazzi dell’Istituto “Alberti” di Luserna San Giovanni che diede vita ai “Quaderni sulla Resistenza in Val Pellice”. Ha trovato il suo piccolo spazio nei “Quaderni”, accompagnata da una didascalia che purtroppo resta da decifrare: “Distaccamento ‘Domenico Schierano’ della Brigata Vigone: Bruvera, Renato e Max”.

Risalire ai tre nomi completi non è facile. Se partiamo dall’ipotesi che siano tutt’e tre nomi di battaglia, potrebbe trattarsi (da sinistra in alto?) di Aldo Rostan (classe 1924, nome di battaglia “Bruera”), Depetris Renato (classe 1926, nome di battaglia “Renato”) e Mario Mauro (classe 1926, nome di battaglia “Max”). Ma è solo un’ipotesi, avvalorata dalla circostanza… che ogni altra ipotesi è più inverosimile e ogni altra corrispondenza più labile.

Non sappiamo né il luogo in cui è stata scattata né chi lo ha fatto; dall’orgoglio e dai sorrisi possiamo pensare che siamo nei giorni della Liberazione.

La fotografia è simile a decine di altre fotografie scattate “al vincitore”: non aggiunge e non toglie nulla a quanto già sappiamo e a quanto immaginiamo dei protagonisti e della atmosfera di quei giorni.

Non fosse per le bambine sullo sfondo, fuori quadro. La più grande, con le gambine magre di chi ha conosciuto qualche privazione, che sa bene di essersi ricucita un posto nella inquadratura e sorride al fotografo; la più piccola, infagottata nei suoi vestiti e dall’aria un po’ triste come ogni bambino dei tempi di guerra; e la terza, sullo sfondo, che accorre per farsi fotografare anche lei ma che ahimè… non riuscirà a entrare nella Storia.