Le parole della Costituzione. Articolo per articolo le parole che hanno fatto la differenza tra il fascismo e la democrazia così come la andava immaginando l’Assemblea Costituente. Un podcast a cura di Elmis Oddone nell’ottantesimo anniversario della Costituente.
Voci: Carlo Curto e Laura Garino, Circolo Letture ad Alta Voce di Torre Pellice.
In copertina: Il progetto di Costituzione licenziato dalla Assemblea Costituente illustrato da Copilot alla maniera di M. C. Escher.

L’art. 2, in contrapposizione col totalitarismo fascista, proclama solennemente:
– il principio personalista, che riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo;
– il principio pluralista, che riconosce e garantisce i diritti dell’uomo nell’ambito delle formazioni sociali alle quali ognuno può aderire liberamente;
– il principio solidarista, in base al quale tutti i cittadini sono tenuti ad adempiere i doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Al vertice dei valori riconosciuti dall’ordinamento giuridico si colloca la persona sia nella sua dimensione individuale che in quella sociale, per cui lo Stato è chiamato ad agire in funzione della persona.
Non considera più l’uomo suddito dello Stato onnipotente ma ne esalta la libertà e la dignità, considerati valori umani inviolabili.
Oltre che al singolo, la Costituzione ha riconosciuto, anche alle formazioni sociali un ruolo essenziale nella crescita dell’individuo, rendendole destinatarie degli stessi diritti dell’uomo.
L’art. 2, infine, impone ai cittadini di contribuire alla concreta attuazione dei valori supremi del sistema, partecipando attivamente alla vita politica, economica e sociale.
Dal principio solidarista scaturiscono precisi doveri ai quali nessuno può sottrarsi. La coesistenza dei tre principi determina un rapporto armonico ed equilibrato di integrazione politico sociale che impedisce a chi governa di alterarlo per assumere la veste di tiranno.



