La nascita e lo sviluppo della resistenza in val Po e val Luserna hanno avuto una protagonista e testimone d’eccezione in Aurelia Oreglia d’Isola, per tutti Leletta, figlia del barone Vittorio Oreglia d’Isola e del­la contessa Caterina Malingri di Bagnolo.
Naturalmente antifascista come tutta la famiglia, Leletta si attivò nel sostegno alla popolazione vessata dalle squadre nazifasciste e nella attività clandestina a fianco dei partigiani, che trovarono sempre nel­la dimora di famiglia un rifugio sicuro e un momento di pace e di ri­storo.
In quei giorni, appena diciassettenne, Leletta ebbe un compagno fe­dele: un diario, dei “quaderni nascosti” che le capitò talvolta di di­menticare di nascondere, con grande pericolo per sé, per la famiglia, per i partigiani e per tutti coloro che si erano sotto varie spoglie rifu­giati in quella casa che dichiarava di essere «una porta aperta, una mano amica».
Parte del diario è stata pubblicata dalla Società Editrice Internazio­nale sotto il titolo “ I quaderni nascosti. Cronache di una giovane par­tigiana”, e da Franco Angeli sotto il titolo “Il diario di Leletta. Lettera a Barbato e cronache partigiane dal 1943 al 1945”, dalla quale ultima edizione è tratta questa lettura.
  • 1 di 7 – Alla Bordella, altare di Gianavello
    Alla ricerca di basi sicure, Petralia e i suoi arrivano in Val Luserna. Primi contatti con la popolazione e con le formazioni di Giustizia e Libertà. I reclutamenti tra i giovani che fuggono dall’arruolamento per la repubblica fascista sono numerosi, tanto che rifornimenti e armi cominciano a scarseggiare. Ed è così che matura un tiro mancino ai danni dei GL…
  • 2 di 7 – Val Luserna libera e democratica
    Ben forniti di armi dopo i lanci alleati, i garibaldini di Petralia si insediano in Val Luserna, curano la loro organizzazione militare e instaurano l’autogoverno democratico della valle. Nella consapevolezza dell’inevitabile scontro…
  • 3 di 7 – Svegliatevi, stanno arrivando i tedeschi!
    L’inevitabile scontro: il 21 marzo del 1944 nel punto più stretto della valle di Luserna, i garibaldini di Petralia cercano di fermare tedeschi e fascisti decisi a ripulire la valle dai partigiani.
  • 4 di 7 – Hanno ucciso il nostro comandante!
    I garibaldini fanno saltare Pontevecchio e bloccano la colonna nemica. Dopo ore di combattimento il distaccamento di Ulisse che blocca il passaggio viene aggirato, fascisti e tedeschi arrivano in alta valle e la battaglia si frammenta.
  • 5 di 7 – Questa è la guerra partigiana
    Per evitare l’accerchiamento un centinaio di garibaldini intraprende una faticosa marcia notturna verso la valle Infernotto. Lungo i versanti nord del Frioland e della Rumella coperti di neve, la colonna si allunga, un gruppo perde contatto. Al mattino mentre la maggior parte si pone in salvo oltre la cresta, una quarantina di partigiani viene catturata.
  • 6 di 7 – Quel braccio appeso al collo. Il ferimento
    Dislocato nel Monferrato per preparare l’insurrezione di Torino, Petralia torna nel Pinerolese richiamatovi da problemi nelle formazioni. Fa tappa a Campiglione Fenile, ed è li che…
  • 7 di 7 – Quel braccio appeso al collo. La fuga e il grande rientro
    La notte del 31 dicembre 1944, un carretto con tre ubriachi si avvicina al posto di blocco tedesco all’uscita di Pinerolo, sulla strada per Cavour…
  • 1 di 10 – Carichi di armi come muli su verso il Bagnau
    Sfollato con la famiglia sulle alture di Luserna San Giovanni, a metà settembre del ’43 Aldo si convince dell’urgenza della lotta e con l’amico Fredino Balmas porta armi al Bagnau.
  • 2 di 10 – Poluccio, il Professore e sorprendenti ex prigionieri dei tedeschi
    A inizio novembre 1943 Aldo sale defintivamente in montagna e si aggrega alla banda del Bagnau. L’incontro con Poluccio, col Professore e con sorprendenti ex prigionieri dei tedeschi.
  • 3 di 10 – Voli di cicogne e bombe sul Bagnau
    Sorpreso da un rastrellamento tedesco, Aldo riesce a fuggire ed osserva da lontano il bombardamento della base del Bagnau.
  • 4 di 10 – Ciao, bella, ciao!
    Salutata Yvonne nel più romantico dei modi, Aldo si trasferisce definitivamente al Bagnau, ma tutti i suoi amici sono partiti a portare la Resistenza in val Germanasca.
  • 5 di 10 – Yvonne, il prigioniero e Willy
    Yvonne intrepida sale al Bagnau per qualche fugace incontro, mentre la guerra si fa senza quartiere; Poluccio racconta una clamorosa azione in val Chisone, Aldo fa la guardia a un tenente della Gestapo prigioniero che si spera di scambiare con WillY Jervis, appena catturato ed avviato a quella che sarà la sua morte.
  • 6 di 10 – Addio, Carlo…
    L’amicizia con Carlo Verson, studente di Torino che non potrà reggere la dura vita del partigiano, uno scampolo di amore con Yvonne, l’imminenza del rastrellamento.
  • 7 di 10 – Il rastrellamento del marzo ’44
    Spinti sul versante del Servin dai reparti tedeschi stanziatisi alla Vaccera, i partigiani finiscono le provviste e sono costretti a disperdersi.
  • 8 di 10 – Di pidocchi e furti
    Dopo il rastrellamento della primavera del ’43 in Val Pellice, Aldo raggiunge le formazioni garibaldine in Val di Lanzo. Racconto di scene di vita quotidiana nella base di Balmavenera.
  • 9 di 10 – La Liberazione
    Aldo partecipa alla liberazione di Settimo Torinese e si mostra compassionevole verso un gruppo di giovani fascisti in fuga. Alle celebrazioni ufficiali si trova a essere interprete delle diffuse speranze di riscatto sociale e politico che le orazioni ufficiali sembrano ansiose di eludere.
  • 10 di 10 – “… perché raccontassimo.”
    Nel Ventennale della Liberazione Aldo Garino scrive una lettera alla figlia Laura…